Raffadali, scoperta una stele in memoria di Antonella Ferro

Momenti di intensa commozione ha vissuto la comunità di Raffadali, in occasione dell’inaugurazione di una stele in memoria di Antonella Ferro uccisa nel 2000. Ad Antonella è stato intitolato uno spazio nei pressi di via Porta Agrigento, a pochi metri da dove avvenne il tragico assassinio.

Queste le parole pronunciate dal sindaco Silvio Cuffaro in occasione dell’evento: “Cari concittadini, autorità presenti, familiari e amici, oggi ci ritroviamo in questo luogo con il cuore appesantito e lo sguardo rivolto a una ferita che ha segnato profondamente la nostra comunità.

Siamo qui per ricordare una giovane vita spezzata, per dare voce al silenzio che spesso circonda tragedie come questa, e per trasformare il dolore in memoria, e la memoria in impegno.
Questa targa che scopriamo oggi non è soltanto un segno inciso nell’acciaio. È un simbolo. È il segno tangibile di una comunità che non vuole dimenticare, che rifiuta l’indifferenza e che sceglie di stare dalla parte della dignità, del rispetto, della vita.

Il femminicidio non è un fatto privato. È una ferita collettiva. È il risultato di una cultura che, ancora oggi, troppo spesso tollera il possesso, la sopraffazione, la violenza. E allora il nostro compito, come istituzioni e come cittadini, è quello di dire con forza che tutto questo non è accettabile. Mai.

A voi, familiari, va il nostro abbraccio più sincero. Nessuna parola potrà colmare il vuoto che portate dentro, ma sappiate che non siete soli. Raffadali è con voi, oggi e sempre.
A noi tutti spetta una responsabilità: educare, vigilare, intervenire.

Insegnare ai più giovani il valore del rispetto reciproco, costruire relazioni sane, riconoscere i segnali di pericolo e non voltarsi dall’altra parte. Perché il cambiamento passa dalle nostre azioni quotidiane, dal coraggio di rompere il silenzio.

Che questo luogo diventi memoria viva. Che chi passerà di qui si fermi, anche solo per un istante, a riflettere. Che questo nome non venga dimenticato, ma continui a parlare alle nostre coscienze.

Oggi non celebriamo soltanto il ricordo di una giovane donna. Oggi rinnoviamo un impegno: quello di costruire una comunità più giusta, più attenta, più umana.
Con rispetto, con dolore, ma anche con determinazione, diciamo insieme:
MAI PIÙ”.

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